Dipendenze nemiche degli adolescenti

Le dipendenze sono le insidie dell’adolescenza. Ne è convinta la professoressa Teresa Fiore, coordinatrice della commissione benessere dell’Ite De Fazio, che fa un bilancio di alcune iniziative tenute a scuola sulle dipendenze e sulla prevenzione. Il Progetto Martina, nell’ambito dell’attenzione alla salute e della cultura della prevenzione, è stato realizzato con la collaborazione del Lions Club, presieduto da Silvio Serrao del Compasso, e della responsabile del service Anna Maria Aiello. All’incontro hanno partecipato il sindaco Paolo Mascaro, la dirigente Simona Blandino, che ha sottolineato l’importanza che la scuola dà alla cultura della prevenzione, a favore della salute bene principale dello studente, e la dottoressa Alba Capobianco, del dipartimento di Oncologia medica del IRCCS-CROB di Rionero in Vulture, la quale ha parlato di corretta alimentazione, di stile di vita, di abuso di alcool, di tabagismo e di prevenzione dei tumori. Il progetto del Lions, ideato come inno alla vita, è dedicato a Martina, in ricordo della giovane ragazza colpita da tumore alla mammella. L‘informazione e la riflessione sull’uso e sull’abuso delle sostanze stupefacenti psicotrope e alcoliche è stato affidato sempre dalla professoressa Fiore alla comunità terapeutica Fandango della Progetto Sud ed alla cooperativa Il Delta. Gli incontri, grazie alla presenza degli ospiti della Fandango, hanno posto gli alunni di fronte alle conseguenze provocate dalle dipendenze e dagli abusi di sostanze alcoliche e di stupefacenti. «Gli studenti nei loro racconti ci hanno aperto una finestra – ha affermato Vincenzo Regio della Fandango – sui sabato sera in cui si esprimono dinamiche di gruppo e sociali utili da osservare e sulle quali intervenire. È emerso lo spaccato del disagio giovanile, che esplode nelle sere del fine settimana, nei quali gli stessi giovanissimi cadono vittime dei loro comportamenti». Allarme desta l’uso di MDMA, Metilene diossi metanfetamina, nota comunemente come ecstasy, spacciata per soli 15 euro ai ragazzi tra i 12 ed i 15 anni, i quali alla fine della serata di divertimento spesso si ritrovano al pronto soccorso. «Spesso accade che i minori, tra i quali molte ragazzine, vengono abbandonati per le strade dai loro amici, ed accompagnati dalla polizia o da passanti – ha detto la dottoressa Mimma Caloiero, primaria del reparto di pediatria dell’ospedale di Lamezia Terme – molti minori sono alla prima esperienza e nessuno è disposto a scoprirsi per indicare i venditori delle sostanze o i bar dove sono stati. Diventa allora urgente inserire al pronto soccorso anche chi possa intervenire a livello della sfera psicologica. Perciò anche l’informazione nelle scuole ha una importanza rilevante». Il gioco d’azzardo è stato un altro tema scottante, oggetto di un apposito incontro. La dirigente scolastica Simona Blandino ha osservato che «la formazione e i consigli da parte della scuola danno al giovane gli strumenti per discernere ciò che è giusto. Il gioco d’azzardo rischia di portare la vittima alla schiavitù». Antonino Leo dell’associazione “Vivere In”, Teresa Natrella, referente del Ser.D lametino ed il responsabile Giovanni Falvo hanno spiegato i disagi causati dal gioco. «Il gioco può diventare ossessione – ha detto Falvo – portando il soggetto alla dipendenza totale, a periodi di astinenza seguiti da richieste di danaro soddisfatte spesso anche da prestiti esorbitanti di usurai». Per Leo «mettendo i gioco i propri soldi ci si illude di vincere, ma non si vince mai. Scatta un circolo vizioso che può trascinare la vittima anche alla perdita di rapporti importanti». La responsabile del Ser.D. Natrella ha toccato l’aspetto del gioco telematico, che porta alla mancanza di responsabilità ed alla estraneità dalla vita reale con l’identificazione di personaggi virtuali».

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