Toghe rosso sangue è come avere un diario per ricordare

Toghe rosso sangue è come «avere un diario (che) aiuta a ricordare e a migliorare nella scrittura» dice agli alunni dell’Ite De Fazio Paride Leporace, giornalista ed autore del libro che racconta gli assassinii tra il 1969 e il 1994 di 27 magistrati da parte di mafiosi o terroristi. Tra i primi omicidi quello del 3 Luglio del 1975 a Lamezia Terme con l’uccisione del giudice Francesco Ferlaino, avvenuto in pieno giorno ad opera di due killer a volto scoperto. Leporace è stato accolto dalla dirigente scolastica Simona Blandino, per la quale «è importante veicolare il tecnicismo scolastico nelle diverse forme poiché la cultura è unica e la scuola deve comunicare e trasmettere messaggi universali». «L’opera di Leporace è il punto da cui partire – ha affermato la professoressa Liliana Piricò- per ricordare chi, in nome dello stato, ha sacrificato la propria vita, nessuno dimentichi; i giovani vanno accompagnati nella conoscenza di questi strenui difensori della costituzione e dello stato, che hanno fatto il loro dovere. Il testo si legge tutto d’un fiato, dove una storia finita diventa inizio di un’altra. Fluida e chiara la scrittura». «Tratto distintivo del libro di Leporace sono le nebbie dei palazzi di giustizia – ha osservato la coordinatrice dei lavori Ippolita Luzzo- e l’impegno profuso da alcuni giudici per diradarle, in contrapposizione ad altri giudici che si davano da fare per creare nuove nebbie impenetrabili. Il sangue dei giudici sembra chiedere, attraverso Leporace, quella verità che ci rende liberi». Il libro “Toghe rosso sangue” ricostruisce la carriera professionale e gli aspetti umani più riservati dei giudici assassinati, spiega il contesto in cui maturò il loro omicidio, raccoglie la testimonianza dei parenti, degli amici e addirittura dei carnefici, salvando chi è stato costretto a dare la vita per l’esercizio della giustizia dalla più spietata delle condanne: quella dell’oblio. Leporace ha rilevato «l’impegno a svolgere il proprio dovere dei magistrati, nono- stante le difficoltà e l’essere riservati con i familiari, non parlando con loro dei problemi che li tormentavano».

Mattia Angotti – Greta Dattilo – Irene Monterosso – Matteo Notte 3B

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