Toghe rosso sangue contro l’oblio delle coscenze

Toghe rosso sangue di Paride Leporace è il diario di un paese che non vuole dimenticare «i suoi uomini di giustizia che hanno perso la vita perché hanno scelto di fare il loro dovere» nel compimento del mestiere di magistrato in Italia altamente pericoloso. Leporace è un «giornalista di frontiera», come l’ha definito il critico cinematografico Gianlorenzo Franzì, direttore della rassegna Lamezia Film Fest e presente all’incontro con gli studenti, perché ci vuole proprio il coraggio dei reporter di guerra e di tutti quei giudici messi insieme, nel raccontare le morti di uomini giusti e nel tentativo di squarciare il velo sottilissimo ed insidioso dell’oblio. Un’opera ferma e meticolosa per ricordare «i brutali assassini della mafia siciliana, gli oscuri delitti della ‘ndrangheta e le eliminazioni chirurgiche delle bande del terrorismo rosso e nero», in una situazione nella quale a volte è labile il confine tra criminalità organizzata, poteri occulti, forze reazionarie, interessi economici e servizi deviati, come nella storia del giudice civile Paolo Adinolfi scomparso nel nulla (ma non ucciso). Il libro perciò simboleggia il dovere civico dell’Italia, unico paese al mondo dove i magistrati caduti nell’esercizio del loro dovere hanno rappresentato un baluardo fermo e democratico contro l’attacco cruento che ha caratterizzato alcuni decenni della storia nazionale. Leporace rende giustizia a questi eroi della legalità riportando, come un diario di guerra dal fronte caldo dell’attacco allo stato di diritto, la dimensione umana e fragile di questi magistrati, chiusi nei loro silenzi professionali, riservati persino con i propri congiunti e fedeli al loro giuramento. Il libro racconta le vicende e rievoca il contesto nel quale è maturato ogni omicidio, come in un romanzo in cui ogni storia non è altro che la nuova faccia di un unico personaggio poliedrico: il magistrato servitore della stato. Lo stile del direttore del Quotidiano della Basilicata è asettico eppure trascina il lettore in un crescendo di colpi di scena e di contesti, quasi come in un thriller, nei quali emerge sempre il tema della giustizia e della sua vittima sacrificale. Toghe rosso sangue è un pilastro contro l’oblio delle coscienze, un grande contributo per le nuove generazioni del ricordo di una fase cruenta del paese la cui giovane democrazia è ancora insidiata dai colpi di una mentalità criminale e di mai sopiti rigurgiti di rivalsa verso il potere democratico e repubblicano.

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